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MASCHERE - Emanuela Napoli (fotografia)


ARTISTA:
Nata a Salerno nel 1990. La fotografia è una forma d'arte entrata in collisione con la mia vita quasi per caso, durante l'Erasmus a Oviedo che ha dato una direzione precisa al resto della mia vita. Una volta tornata in Italia mi sono specializzata in fotografia di scena. È stato un passaggio naturale visto il fascino che esercita su di me il palcoscenico sin da piccola.
Ho iniziato a fare pratica sul campo immortalando, dal 2014, gli spettacoli della Compagnia Avalon, in giro per l'Italia e in teatri prestigiosi come il Lauro Rossi di Macerata o il Teatro Rossini di Pesaro, della Compagnia All'Antica Italiana di Baronissi e della Compagnia Comica Salernitana presso il Teatro Arbostella di Salerno e per produzioni professionistiche come AssoTeatro Produzioni.
Nel 2016 ho realizzato gli scatti per la kermesse I Concerti del Lunedì, con la direzione artistica del Maestro Mauro Navarra, che ha visto ospiti del calibro di Katia Ricciarelli, Peppe Servillo e i Solis Quartet e Vittorio Nocenzi del Banco del Mutuo Soccorso.
Durante questi anni ho fotografato nomi di spicco del panorama teatrale italiano come Debora Caprioglio (realizzando le foto di scena ufficiali per lo spettacolo Callas d'Incanto), Pippo Franco, Gino Rivieccio, Edoardo Siravo, Enzo Casertano, Massimo Pagano, Rosario Giglio, Ferdinando Maddaloni, Stefania Ventura, Rosaria De Cicco, Nello Mascia, Giovanni Mauriello, Gigi Savoia e ho avuto l’onore di fotografare anche il Maestro Luigi De Filippo con lo spettacolo Natale in Casa Cupiello.
Dal 2016 collaboro col Teatro Sociale Aldo Giuffré di Battipaglia e col direttore artistico Vito Cesaro come fotografa di scena ufficiale. Attraverso il mirino ottico metto a fuoco le emozioni e le fermo per sempre nei miei scatti. Vivo il teatro in ogni sua forma e in ogni suo istante: dal camerino, luogo dove l'attore si rifugia e inizia la sua trasformazione, allo spettacolo vero e proprio fatto di volti e maschere.

BREVE INTRODUZIONE ALLA MOSTRA:
Maschere è un progetto fotografico nato dall’esigenza di raccogliere sotto lo stesso nome quelle fotografie di scena legate tra loro da una forte espressività degli attori colta in sintonia con la gestualità.
Quando scatto foto in teatro mi lascio guidare dal flusso di emozioni che la scena e gli attori mi trasmettono. Quello che tento di fare è un ''vedere oltre'', concentrandomi sull’elemento principale della scena, ovvero l’attore che diventa personaggio. Uomini e donne che per qualche ora interpretano pagine di vita diverse da quelle quotidiane. Attori che attraverso il loro corpo e la mimica facciale contribuiscono alla creazione di una vera e propria anima del personaggio che stanno interpretando. Sono volti che, durante lo spettacolo, diventano maschere. Ed è proprio questo che voglio fermare con le mie fotografie: l’istante in cui l'attore raggiunge l'apice dell'espressione recitativa attraverso la spontaneità e allo stesso tempo intensità del gesto, quel momento quasi impalpabile in cui il loro volto si fa maschera. Catturare la profondità delle molteplici espressioni umane, che gli attori restituiscono in chi li guarda sotto forma di emozioni, amplificate dal silenzio della sala buia del teatro e delle luci concentrate solo sul palcoscenico e su di loro.
Maschere con o senza maschera, volti truccati, giochi di luce che sottolineano un'espressione, intensità di gesti isolati dal resto della scena che sono muti, ma sembrano dire tutto.
Quando gli attori, una volta visti i miei scatti, mi dicono che era proprio quello immortalato il sentimento che volevano esprimere, capisco di aver compiuto il mio lavoro, di aver restituito la ''verità'' della scena teatrale, ''…dove, citando Proietti, tutto è finto ma niente è falso.''

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